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Crossover

Fandom: Crossover di csi e csi Miami con Catherine wilows e horatio caine e viene trovato un corpo a las Vegas e collegato con Miami e gil manda Catherine e Warrick e Catherine e gil hanno una storia e dialoghi

Created: 4/9/2026

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CrimeDetectiveCrossoverRomanceDramaActionCanon SettingCurtainfic / Domestic StoryMystery
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Sabbia e Sangue: L’Asse del Deserto

Il sole di Las Vegas stava calando dietro le montagne Spring, tingendo il cielo di un viola livido che sembrava quasi un ematoma. All’interno del laboratorio della Scientifica, Gil Grissom osservava un vetrino sotto il microscopio, la sua solita calma imperturbabile come un’armatura. Ma il ronzio del condizionatore non riusciva a coprire il suono dei passi rapidi che si avvicinavano al suo ufficio.

Catherine Willows entrò senza bussare. Aveva ancora i capelli leggermente scompigliati dal vento del deserto e l'odore acre della polvere da sparo addosso. Si appoggiò allo stipite della porta, incrociando le braccia.

— Gil, abbiamo un problema. E non è il solito corpo abbandonato nel bagagliaio di una Cadillac — esordì lei, la voce roca per la stanchezza.

Grissom sollevò lo sguardo, sistemandosi gli occhiali sul ponte del naso. — Il cadavere rinvenuto vicino alla Interstate 15? —

— Esatto. Il DNA è appena tornato dal database nazionale. Non è solo una corrispondenza, è un allarme rosso. La vittima è legata a un’indagine per traffico d’armi aperta a Miami. E c’è di peggio: sotto le unghie della vittima abbiamo trovato fibre sintetiche che corrispondono a un caso irrisolto di sei mesi fa in Florida. —

Grissom si alzò lentamente, aggirando la scrivania. Si fermò a pochi centimetri da lei, un’intimità silenziosa che solo loro due condividevano quando le luci del laboratorio si abbassavano. — Miami. Questo significa che dobbiamo coordinarci con Horatio Caine. —

Catherine sospirò, sentendo il calore emanato da Gil. — Sai com’è Horatio. Non gli piace lasciare che altri giochino nel suo giardino. —

— Per questo manderò te — disse Grissom, abbassando la voce. Le sfiorò quasi impercettibilmente il braccio, un gesto che in pubblico non si sarebbe mai permesso. — Tu e Warrick. Conoscete le procedure, e tu sai come gestire le personalità... complesse. —

Catherine sorrise debolmente. — Mi stai mandando dall’altra parte del paese solo perché sai che non so dire di no a un enigma, o perché ti mancherò troppo e vuoi rendere il ricongiungimento più dolce? —

Grissom accennò un sorriso raro, quasi invisibile tra la barba curata. — Entrambe le cose. Ma ricorda, Catherine: le prove non mentono mai, le persone sì. Anche i colleghi. —

***

L’umidità di Miami colpì Catherine e Warrick Brown come uno schiaffo appena scesi dall'aereo. Non era il calore secco del Nevada; qui l’aria si poteva quasi masticare. Ad attenderli sulla pista, accanto a un Hummer lucido, c’era un uomo con i capelli rossi e gli immancabili occhiali da sole scuri, nonostante il riverbero del mattino fosse accecante.

Horatio Caine non si mosse finché non furono a pochi passi da lui. Si tolse lentamente gli occhiali, rivelando uno sguardo d’acciaio.

— Benvenuti a Miami — disse Horatio, con la sua caratteristica cadenza misurata. — Catherine. Warrick. Spero che il viaggio sia stato confortevole. —

— Grazie, Horatio — rispose Catherine, stringendogli la mano. — Avremmo preferito incontrarci in circostanze migliori, magari per un drink sulla spiaggia. —

— Il crimine non si prende mai una vacanza, purtroppo — ribatté Caine, inclinando leggermente la testa. — Il corpo che avete trovato nel deserto appartiene a un uomo che stavamo seguendo da mesi. Si chiamava Julian Varga. Era il nostro anello di congiunzione con un cartello che sta inondando le strade di Las Vegas di una nuova droga sintetica. —

Warrick intervenne, sistemandosi la borsa dell’attrezzatura sulla spalla. — Abbiamo trovato tracce di sabbia silicea nei suoi polmoni che non proviene dal Nevada. È sabbia corallina. Tipica delle vostre coste. —

— Allora abbiamo molto di cui parlare — disse Horatio, aprendo la portiera dell’auto. — Andiamo in laboratorio. La mia squadra vi sta aspettando. —

***

Il laboratorio della Scientifica di Miami era un tripudio di tecnologia e luci bluastre. Mentre Warrick si metteva al lavoro con Eric Delko per confrontare le traiettorie balistiche, Catherine si ritrovò da sola in una sala analisi con Horatio.

L’uomo stava osservando le foto della scena del crimine di Las Vegas. Le foto mostravano il corpo di Varga disteso tra i cespugli di creosoto, la gola tagliata con precisione chirurgica.

— Grissom come sta? — chiese Horatio all’improvviso, senza distogliere lo sguardo dalle immagini.

Catherine rimase sorpresa dalla domanda personale. — Sta bene. Immerso nei suoi insetti e nei suoi libri, come sempre. —

— Gli somigli più di quanto credi, Catherine — osservò Horatio, voltandosi verso di lei. — Cerca la verità nel microscopio, ma tu... tu la cerchi nelle persone. È una dote rara. —

— A Las Vegas, se non impari a leggere le persone, finisci sepolta sotto un casinò — rispose lei con un filo d’ironia. — Ma torniamo a noi. Varga è stato ucciso qui o nel deserto? —

— Qui — rispose secco Horatio. — Abbiamo trovato tracce di sangue nel bagagliaio di un’auto sequestrata ieri sera al porto. Il killer ha trasportato il corpo per duemila miglia solo per mandare un messaggio. —

— Un messaggio a chi? —

— A noi — concluse Horatio, rimettendosi gli occhiali. — Ci stanno dicendo che non ci sono confini che tengano. —

***

Quella notte, Catherine si concesse una pausa nel piccolo hotel affacciato sull’oceano. Il rumore delle onde era così diverso dal silenzio assoluto del deserto. Prese il cellulare e compose un numero che conosceva a memoria.

— Grissom — rispose la voce profonda dall’altra parte.

— Mi manchi — disse lei, senza preamboli. Si sedette sul bordo del letto, guardando le luci della città riflettersi sull'acqua.

— Ho appena finito di analizzare i residui che Warrick mi ha inviato via server — rispose Gil, ignorando apparentemente il commento, ma Catherine conosceva il tono della sua voce: era più morbido. — C’è un polimero particolare. Viene usato nella manutenzione degli yacht di lusso. —

— Horatio sospetta un traffico via mare — confermò Catherine. — Gil, qui è tutto così... diverso. Horatio lavora d’istinto, di cuore, quasi quanto di scienza. —

— Ognuno ha il suo metodo per dare voce ai morti, Catherine. L’importante è che il messaggio sia lo stesso. Torna presto a casa. Il laboratorio è troppo silenzioso senza di te. —

— È una dichiarazione d’amore, Grissom? — scherzò lei, sentendo un calore diffondersi nel petto.

— È un’osservazione empirica — rispose lui, e lei poté quasi vederlo sorridere. — Buonanotte, Catherine. —

***

Il giorno seguente, la svolta arrivò grazie a Warrick. Analizzando i tabulati telefonici di Varga, aveva trovato una serie di chiamate criptate dirette a un magazzino nella zona delle Everglades.

— È lì che tengono il carico — esclamò Warrick, indicando la mappa digitale. — Se ci muoviamo ora, possiamo prenderli prima che spostino tutto verso ovest. —

Horatio caricò la sua arma di ordinanza con una calma glaciale. — Catherine, Warrick. Questa è la nostra giurisdizione, ma siete stati voi a trovare la chiave. Volete venire a vedere come finisce? —

— Non me lo perderei per niente al mondo — rispose lei, controllando la sua Glock.

L’operazione fu rapida e violenta. Le squadre SWAT irruppero nel magazzino tra il gracidare delle rane e l’odore di palude. Ci fu uno scambio di colpi, ma in pochi minuti i sospettati erano a terra, ammanettati.

Horatio camminò tra i bancali di armi e droga, fermandosi davanti al capo dell’organizzazione, un uomo che Catherine riconobbe dalle foto segnaletiche di Las Vegas.

— Il deserto è un posto vasto — disse Horatio, chinandosi verso il sospettato con un tono quasi sussurrato, ma letale. — Ma non è abbastanza grande per nascondere quello che hai fatto. —

***

Poche ore dopo, all’aeroporto di Miami, il clima era più disteso. Il caso era chiuso, i collegamenti tra le due città erano stati recisi e i colpevoli erano dietro le sbarre.

— Ottimo lavoro, ragazzi — disse Horatio, stringendo la mano a Warrick. Poi si rivolse a Catherine. — Di’ a Gil che gli devo una cena. E che è un uomo fortunato ad averti nella sua squadra. —

— Glielo dirò — rispose lei con un sorriso complice. — E tu cerca di non farti sparare, Horatio. Il rosso ti dona, ma preferisco che sia il colore dei tuoi capelli, non del tuo sangue. —

Horatio accennò un mezzo inchino, guardandoli salire sulla scaletta dell’aereo.

Durante il volo di ritorno, Warrick si addormentò quasi subito, sfinito. Catherine, invece, rimase a guardare le nuvole. Prese il taccuino e iniziò a scrivere il rapporto, ma la mente tornò a quella telefonata con Gil.

Quando l’aereo atterrò finalmente a Las Vegas, l’aria secca la accolse come un vecchio amico. Catherine si diresse direttamente al laboratorio, nonostante fosse l’alba. Sapeva dove lo avrebbe trovato.

Grissom era nel corridoio, stava osservando le formiche in una teca sperimentale. Sentì i suoi passi e si voltò. Non disse nulla, ma i suoi occhi si illuminarono.

Catherine gli andò incontro e, approfittando del fatto che il laboratorio fosse deserto a quell’ora, gli gettò le braccia al collo. Grissom la strinse forte, affondando il viso nel profumo dei suoi capelli, che sapevano ancora un po’ di salsedine.

— Sei tornata — mormorò lui contro la sua spalla.

— Te l’avevo detto. Il deserto ha bisogno di me — rispose lei, sciogliendo l’abbraccio ma restando vicina. — E credo che anche tu ne abbia bisogno. —

Grissom le prese la mano, intrecciando le dita alle sue. — La scienza non ha ancora spiegato perché la tua assenza alteri così tanto il mio equilibrio chimico. Ma sospetto che non sia un errore di calcolo. —

Catherine rise, una risata limpida che riecheggiò tra le pareti di vetro. — Lascia stare la chimica per una volta, Gil. Andiamo a casa. —

Mentre uscivano insieme dal laboratorio, lasciandosi alle spalle il turno di notte e i fantasmi dei casi risolti, il sole sorgeva sopra Las Vegas, illuminando una nuova giornata di caccia alla verità. Ma per quel momento, la verità più importante era lì, tra le loro mani unite.
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